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 Roma, 01 settembre 2015

E' stata finalmente completata la costruzione della Scuola dell'Infanzia di Maumere in Indonesia,

grazie anche al contributo generoso di tanti Benfattori.

           

 

Roma, 04.06.2015
Carissimi Benefattori,
a noi estranei dalla globalizzazione dell'indifferenza e dell'individualismo, Gesù, nel Vangelo di Luca, dice: “Date e vi sarà dato”. Ciascuno di noi avrà sperimentato nella propria vita quanto siano vere queste parole. Il Signore non si lascia mai vincere in generosità; oltrepassa ogni misura nel concederci i suoi doni.
Papa Francesco ci chiama alla solidarietà con coloro che vivono nella povertà, privi del necessario. In varie parti della terra non manca solo il pane, ma ogni altro aiuto per condurre una vita dignitosa, socialmente integrata nel mondo di oggi. Noi Suore dell'Isituto di Nostra Signora del Carmelo abbiamo colto l'invito della Chiesa.
Abbiamo udito il grido dei poveri di terre lontane e depresse, abbiamo accolto in apposite strutture bimbi destinati a vagare soli per le strade malsane della “periferia” privi non solo del pane quotidiano ma di ogni altro aiuto socio-culturale.
Con il contributo di persone generose, che non sempre danno il superfluo, ma anche parte del loro necessario, abbiamo aperto scuole in Brasile, India, Filippine, Indonesia; in quest'ultima nazione a Maumere-Flores, a luglio, verrà inaugurata una scuola costruita per i bambini poveri del villaggio.
Alla beata Teresa di Calcutta che si lamenta col Signore perché non faceva niente per quelli che muoiono di fame...il Signore rispose:”Io ho fatto tanto; io ho fatto tutto quel che potevo fare: HO FATTO TE!”.
Da più di trent'anni siamo presenti in terra di missione, ed è bello vedere come tanti bimbi, grazie anche al vostro aiuto, crescono inseriti culturalmente nella società pieni di speranza verso un futuro diverso, più sereno e promettente. 
C'é davvero più gioia nel dare che nel ricevere. Il Signore ci aiuti ad essere le sue mani protese verso il mondo che soffre. Ringrazio quanti aderiscono a questo progetto di amore, di solidarietà, di carità.

Madre Angelisa Spirandelli

 

 
  UN FIORE NEL CEMENTO

 

Esperienza di volontariato a Manila

Novembre 2014

 

Per fare tutto ci vuole un fiore” … recita una vecchia canzone italiana per bambini.

Questo verso, scritto da Sergio Endrigo, risuona oggi nella mia mente a ricordo di una intensa esperienza che ho vissuto nelle Filippine, a Metro Manila (Quezon City), ospite delle suore della Scuola Fiore del Carmelo.

Il tutto ha inizio dopo aver conosciuto la Fondazione Aiutare i Bambini (oggi Mission Bambini) che si occupa di finanziare progetti di sostegno per l’infanzia in tutto il mondo. Molti di questi progetti sono visitabili da volontari; tra i tanti, mi viene proposto di visitare, nel mese di novembre 2014, la Scuola Fiore del Carmelo, dove la Fondazione sostiene le spese per la scolarizzazione di parte dei bambini.

Metro Manila è una metropoli contraddittoria; il centro, la cosiddetta city, è costellato di grattacieli, centri commerciali, insegne luminose e un groviglio incomprensibile di strade, dove circolano auto di lusso, suv e Jeepney (Jeep americane della seconda guerra mondiale riadattate come minibus per la gente più povera). Uscendo verso la periferia di questa enorme metropoli (circa 20 milioni di abitanti) le cose iniziano a cambiare e si cominciano a vedere i primi “slum”, vere e proprie distese di baracche.

La Scuola Fiore del Carmelo sorge a Quezon City (una delle 14 città che costituisce Metro Manila), ai margini di una di queste baraccopoli.

All’arrivo, le Sisters si dimostrano fin da subito ospitali e premurose con me, Roberta e Carlo (i miei compagni di avventura), accogliendoci con una festa dove i bambini e i ragazzi della scuola cantano e ballo per noi; rimango incantato per quanto preparato per il nostro arrivo.

La cosa che però mi colpisce di più è la coesione tra studenti, insegnanti e Sisters; un microcosmo perfetto, dove regna armonia, entusiasmo e tanta energia positiva.

Per noi volontari, la visita alla scuola è occasione per verificare lo stato del progetto e fare animazione con i bambini. L’attività scolastica inizia presto, alle 7.30 del mattino, e si protrae fino al pomeriggio; la scuola è bella, pulita ed in ordine; si tratta di una struttura che ha poco da invidiare a quelle italiane, dove i bambini dai 4 anni fino ai ragazzi di 14 anni possono giocare e studiare in tutta tranquillità.

Dal giorno successivo al nostro arrivo, io, Roberta e Carlo iniziamo le nostre attività di animazione con i bambini dai 4 anni fino agli 8 anni, presentandoci con vari giochi introduttivi, tra i quali quello con la matassa di filo (emblema del groviglio di domande che questa esperienza lascerà dentro di me), un moderno filo d’Arianna che unisce idealmente i piccoli filippini a noi animatori italiani. Nelle due settimane spese nella scuola, proponiamo ai bimbi i colori vivaci del “paracadute”, dei palloncini e dei disegni, alternati alla magica trasparenza delle bolle di sapone, quelle giganti, quelle che meravigliano anche noi adulti. Si passa, poi, alle gare a squadre con la palla, ai balli di gruppo, fino ad arrivare ai giochi dove si utilizza materiale povero (bicchieri e cucchiai di plastica), nell’intento di ricordare che, attraverso la creatività, con poco si può giocare e divertirsi.

I bambini sono il cuore della scuola; saltano, urlano, abbracciano … e soprattutto sorridono. La gioia nei loro occhi moltiplica le mie forze. Ciò che mi sorprende è l’entusiasmo e la vitalità delle giovani Sisters della scuola, che ballano, scherzano, cantano e giocano con i bambini … e con noi; anche le Sisters hanno un cuore di bambino ed è bello che lo manifestino con tanta purezza. Allontano così dalla mia mente il prototipo della suora anziana e severa che aveva popolato i miei pensieri di fanciullo.

A fine giornata, dopo molte ore passate nella scuola, è d’obbligo un giro nel quartiere da dove vengono i nostri gioiosi bambini. Ed è li che apro gli occhi sulla realtà degli “slum”; le cose non sono così belle, pulite e colorate come nella scuola. Bastano 300 metri dalla scuola per entrare nel quartiere di “Happyland” (letteralmente Terra della Felicità), pochi passi per scoprire l’amara ironia che nasconde quel nome. I vicoli tra le baracche sono così stretti e bassi che spesso devo fare dei mezzi avvitamenti e chinarmi per poter passare; il caldo umido si mescola con l’odore acre dello smog proveniente dalle strade, i rifiuti, abbandonati ovunque, alimentano l’insistente ronzare delle mosche vicino alle fogne a cielo aperto; i cani randagi, magri e malaticci, non hanno nemmeno la forza di abbaiare, quasi consapevoli del triste destino che li accomuna ai loro padroni; i galli, legati all’uscio delle case, ricordano il macabro e spietato rituale dei combattimenti tra animali; le baracche, fatte di lamiera o plastica, sono buchi di pochi metri quadri, dove si affollano adulti e bambini, con conseguenti problemi di promiscuità. Inspiegabile come da quelle baracche possano uscire dei bambini che, quando si presentano a scuola, sono puliti e con la divisa in ordine.

Tutto mi fa pensare più ad un inferno di cemento che ad una terra della felicità.

Ed in tutto quel drammatico caos di odori, sporcizia e lamiere, mi convinco che la miseria urbana ha qualcosa di più duro e ostile della povertà rurale, dove la natura, con il suo fascino e la sua bellezza, riesce, in piccola parte, a lenire le sofferenze umane. La natura consola. Qui, invece, in qualsiasi direzione io posi lo sguardo, vedo qualcosa di “brutto” che amplifica la miseria che circonda queste persone, una miseria materiale … e psicologica. Non di rado si incontrano per le strade studenti del Fiore, ma alcuni di questi, tolta la divisa scolastica, fatico a riconoscerli in mezzo ai colori spenti dello “slum”.

Mille domande intasano la mia testa, molte di queste destinate a rimanere senza risposta.

Ciò che, invece, posso dire con certezza è che la scuola Fiore del Carmelo, grazie all’entusiasmo delle Sisters e al grande supporto degli insegnanti, riesce a dare educazione e serenità a questi bambini sfortunati, tenendoli lontani, durante il giorno, da quell’inferno di lamiere e polvere che è lo “slum”.

La scuola è, di nome e di fatto, un fiore nel cemento… un fiore che consola educando i bambini.

E dall’educazione delle nuove generazioni dipende il futuro del mondo … che a me sembra molto, se non addirittura tutto!

Per fare tutto ci vuole un Fiore.

 

Michele

 

E’ più facile insegnare che educare, perché per insegnare basta sapere, per educare è necessario essere.” (Alberto Hurtado)

 

  

Il report di Sr Annie

Visita fraterna alle comunità di Manila e Maumere (Indonesia)

settembre 2014

È da pochi giorni che siamo rientrate dal nostro viaggio di tre settimane. La Rev.ma Madre ed io siamo partite il 12 Agosto per la visita fraterna in Manila e Cebu (Filippine) e in Maumere (Indonesia). In tutte le  tre case siamo state accolte con molta cordialità e fraternità.

Ormai in ogni comunità dell’ Asia fervono le attività e l’apostolato: nelle scuole risuonavano le grida festose dei bambini mescolate al pianto nostalgico  dei nuovi arrivati.

Abbiamo visto le attività della Scuola Fiore del Carmelo, della pastorale parrocchiale, l’assistenza alle famiglie povere nelle aree intorno alla nostra comunità, i bambini adottati a distanza con la nostra Associazione Fiamma a Cielo Aperto, ect. In tutte le attività le nostre consorelle si dedicano con vera passione, sacrificio e amore. La comunità di Manila è molto riconoscente per tutto l’aiuto finanziario e supporto morale che stanno ricevendo dai benefattori per le ADOZIONI A DISTANZA, di cui si interessa Sr Gavina, coordinando le varie comunità, gli sponsors, amici e conoscenti dall’Italia.

Dopo questo evento siamo andate a Cebu (Filippine), nostra Casa di Formazione. Dopo le gravi calamità del tifone e del terremoto, a Cebu, sono stati fatti tutti i lavori di restauro e tutto è stato messo a posto grazie alla generosità dei benefattori di Roma, Sassari , Castiglione e Firenze e certamente della Casa Generalizia. Ringraziamo l’Istituto, Sr.Gavina e Sr.Valeria, tutte le consorelle che stanno lavorando con grande impegno, i tanti benefattori, affinché venga il Regno di Dio in quelle terre poverissime di tutto. Il Signore vi ricompensi!

 

  

Anni pieni di emozioni
Un'esperienza di volontariato - Manila

 

Questa bella storia è iniziata tanto tempo fa .... era l'autunno del 2005 e nella mente continuava a ballare l'idea di dedicare un po' del mio tempo a dei bambini bisognosi.
Ma come fare? Da dove partire?
Ho provato a fare qualche ricerca su internet ed ecco che si apre una pagina che cambierà la mia vita, che mi porterà ad aiutare tanti bambini e che mi porterà nelle Filippine. Senza perdere tempo nel gennaio 2006 mi trovavo su un volo. Destinazione: Filippine-Manila-Quezon City-Carmelo School. Sono partito assieme a Giorgio (mio fratello) e Monica(una cara amica). All'aeroporto ci vengono a prendere due Suore emozionate per la nostra visita.
Noto subito che Manila è una città tremendamente caotica. Smog, jeepny, migliaia di persone e tanta povertà. Arrivati al convento l'atmosfera cambia. Il traffico sembra scomparso, la tranquillità aleggia tutto intorno.
La scuola si trova a fianco del convento. Bella e pulita. Certo un po' piccola. Scoprirò in seguito che ci sono solo l'asilo e le elementari.
I bambini sono tutti in uniforme scolastica. Tutti ben curati e puliti. A quel punto mi è sorto un dubbio ed una domanda? Io sono partito per un progetto dall'altra parte del mondo e mi ritrovo in una bella scuola con dei bei bambini, puliti e curati.

La risposta del mio dubbio non tarda a trovare un'agghiacciante risposta. Sister Annie mi accompagna a "HappyLand", la baraccopoli da dove arrivano molti dei suoi alunni. La baraccopoli si trova solo a pochi minuti dalla scuola.
O cielo!!! La povertà è infinita.
Nella baraccopoli conosco una bimba. Mary Rose. Mi accompagna a “casa” sua. Solo una stanza. Il bagno sono praticamente le fogne a cielo aperto. Nella stanza ci vive assieme ai suoi 12 fratelli ed alla mamma. Il papà l'ha perso qualche anno prima. Mary Rose ha solo 5 anni.
Chi sta leggendo questa storia si immaginerà che il sodalizio con questa bambina mi darà dei batticuori di felicità.
Mary Rose, oltre a decine e decine di bambini, va gratuitamente nella Carmelo School.
Suor Annie è una suore con una volontà vincente. Mi spiega i suoi progetti. Vorrebbe costruire delle aule per avere un giorno anche le medie. E magari un giorno le superiori. E magari un giorno una palestra.
Io ascolto Suor Annie. È fantastica l'energia di come vorrebbe realizzare il tutto ma non si rende conto che è un progetto impossibile. Ci vuole lo spazio materiale. Certo attorno alla scuola ci sono dei terreni ma ci sono bisogno dei capitali. E poi dove trovare le finanze per costruire la scuola, la palestra.
Che tenerezza mi fa Suor Annie. Una suora che sogna ad occhi aperti.
Eravamo nel lontano 2006.
Sono tornato nelle Filippine nel 2009 e nel 2013. I sogni di Suor Annie non ci sono più ....
I sogni sono diventati realtà.
Ci sono le medie, ci sono le superiori e la palestra è in costruzione.Io direi che questo fatto assomiglia ad un miracolo. Mary Rose adesso ha 14 anni. È una bella ragazzina che mi emoziona ogni volta. Mi vede un po' come il suo papà ed io la vedo come una figlia.Mary Rose frequenta le superiori ed una volta finita la scuola avrà la possibilità di trovare un lavoro decente per uscire dalla sua situazione di degrado ed emarginazione. E questo non sarebbe possibile se non ci fossero queste fantastiche Suore.
Un Grazie alla fondazione "aiutare i bambini" che aiuta concretamente questo progetto e che mi dato la possibilità di andare nelle Filippine. Un enorme grazie a Suor Annie per il "miracolo".
Roberto Fornari: volontario al 100%, felice nel non ricevere neanche un euro per supportare i costi del viaggio e che i tutti i fondi raccolti vadano esclusivamente ad aiutare i bambini.


Grazie mille!


L’8 novembre 2013 la regione di Visayas, Cebu, FILIPPINE, ha subito una grande devastazione dal super tifone “Yolanda”. Abbiamo visto che ha spazzato via tante cose, case e anche la vita di tante persone e tanti ha lasciato senza nulla. Ieri, il 22 di Febbraio 2014, abbiamo fatto una missione di beneficenza per 300 bambini della scuola locale.
Abbiamo pensato,  invece di dare alle vittime i beni di soccorso come riso e merci, che già tante persone hanno dato, di dare il materiale di cancelleria per la scuola.
Una catechista ci ha detto “Suore, voi siete le prime persone ad aver pensato a questo perché sono arrivati tanti aiuti ma di questo tipo è la prima volta. Grazie!” Abbiamo visto brillare gli occhi di questi bambini con le cose che gli abbiamo dato. Ma non gli abbiamo dato solo quello: abbiamo preparato anche qualcosa da mangiare. Tornando dalla missione ci erano avanzate delle merende, allora facevamo sosta per la strada e le offrivamo ai bambini e alle persone bisognose.
Così vogliamo ringraziare tutte le persone che hanno contribuito a questa iniziativa  per poter essere uno strumento al servizio del prossimo. Grazie ai bambini, ai Genitori e alle Maestre della Scuola Maria Teresa Scrilli di Roma e Giuseppina Usai diSassari.
Grazie anche alle Suore che hanno lavorato per realizzare questa bella iniziativa il cui ricavato è stato devoluto per l’Emergenza Filippine.

Le Suore Carmelitane di Cebu

Galleria fotografica

 



Relazione sulle Adozioni a distanza  2012  India


Carissimi Amici e Benefattori dell' Associazione “Fiamma a cielo aperto”  ONLUS
L’adozione a distanza è una missione realizzata con l’Associazione Fiamma a Cielo Aperto  per l’educazione dei bambini poveri (economicamente e culturalmente) che non hanno la possibilità di frequentare la scuola e per quelle famiglie che sono diventate povere in seguito alla morte o alla malattia del padre o di chi porta avanti la famiglia. Nell’ultimo caso i bambini sono costretti a discontinuare lo studio e cercare qualche lavoro già in tenera età.

Con l’aiuto che diamo perciò  cambia la vita di questi bambini e la situazione della loro famiglia. Molte volte queste famiglie non ricevano soltanto un aiuto economico. Sono una famiglia con noi Suore, per ogni necessità vengono a consultarci, per prendere decisioni  insieme e anche discutere  altri problemi della famiglia.

Perciò il programma dei bambini ha uno scopo ultimo che comprende tutta la famiglia. Diverse volte oltre lo studio aiutiamo la famiglia per le varie necessità di casa (viveri, salute, sicurezza, matrimonio, pagare I debiti, per iniziare un lavoro,  ecc..).

Il programma ha a cuore la necessità del povero e diamo altrettanta importanza a progettare la vita e saper vivere con quello che hanno. L’importanza di mettere a parte per il domani è  il primo passo per questo. Tanto è vero che  una buona parte di queste famiglie hanno un libretto in banca e diamo I soldi attraverso la banca e hanno un piccolo deposito. Quasi ogni mese ci vengono a trovare e noi andiamo a visitare la famiglia ogni  sei mesi o quando occorre la necessità.


Grazie per il vostro contributo.

Sr Mary Anie Kolathara
 

 

 

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